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Regolamento CE 1337/13: Arriva l’etichetta di origine per la carne di maiale, agnello e pollo.

Regolamento CE 1337/13: Arriva l’etichetta di origine per la carne di maiale, agnello e pollo.

Dal 1 aprile 2015, è entrato in vigore il Regolamento UE 1337/2013 che estende l’etichetta di origine per la carne di maiale, di agnello e di pollo con l’indicazione dell’origine e il nome dello stato dove è stato allevato e macellato l’animale. Si tratta di un’estensione di quanto già avviene da anni per la carni bovine.

Quindi le carni suine, ovine, caprine e quelle avicole devono indicare sull’etichetta l’origine limitando le diciture al Paese di allevamento e a quello macellazione, senza riportare quello di nascita come previsto per le carni bovine. All’appello mancano solo e carni equine, di coniglio e di lepre.

Le nuove regole valgono solo per la carne fresca, congelata o surgelata venduta tal quale oppure sezionata e/o macinata. Sono escluse le preparazioni a base di carne (es. spiedini, cotolette, ecc.) e le carni trasformate (es. bresaola, prosciutti e salumi vari, ecc.).

La criticità sorge quando bisogna definire il paese di allevamento. Per evitare ambiguità il Legislatore ha definito dei criteri ben precisi da rispettare:

–      i suini si intendono allevati in un determinato Paese quando hanno trascorso gli ultimi quattro mesi di vita (se vengono macellati quando hanno più di sei mesi) oppure abbiano raggiunto un certo sviluppo (oltre 30 kg, per gli animali uccisi prima dei sei mesi con un peso superiore agli 80 kg), oppure l’intera fase di allevamento (se i suini sono stati macellati prima dei sei mesi di vita, con un peso inferiore a 80 kg);

–      ovini e caprini si intendono allevati in un determinato Paese quando hanno trascorso gli ultimi sei mesi di vita (o la vita intera, se portati al macello prima dei sei mesi di età);

–      il pollame si intende allevato nel Paese ove ha trascorso l’ultimo mese (se allevato per oltre un mese), o almeno dove è stato messo all’ingrasso (se macellato prima di un mese di vita).

Rimane da chiarire un passaggio fondamentale, cioè l’applicazione delle nuove regole non solo alle etichette degli alimenti preconfezionati, ma anche a quelle della carne sfusa preincartata ovvero lavorata nei laboratori interni delle rivendite oppure esposta in vendita sui banchi di macellerie e pollerie. Il regolamento CE 1760/2000, nell’introdurre l’origine obbligatoria sulle carni bovine, aveva espressamente esteso le informazioni obbligatorie anche alle carni vendute sfuse preincartate al consumatore. Il nuovo regolamento UE 1337/2013 non è altrettanto chiaro.

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