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Qualificazione imprese che operano in spazi confinati o sospetti di inquinamento

Il D.P.R. 177/2011 individua le norme per la qualificazione delle imprese dei lavoratori autonomi che svolgono attività in “spazi confinati o sospetti di inquinamento”.

Tre.Ci Servizi fornisce consulenza e assistenza alle aziende che svolgono lavori in spazi confinati o sospetti di inquinamento per il mantenimento della qualifica. Nell’attesa di alcuni chiarimenti sul DPR 177/2011 da parte del ministero, sottoponiamo di seguito alcune questioni che, a nostro modo di vedere sono ancora aperte.

Il decreto specifica che “Qualsiasi attività lavorativa nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati può essere svolta unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati in ragione del possesso dei seguenti requisiti: […]” e tra i requisiti si individua la ”presenza di personale, in percentuale non inferiore al 30 per cento della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, assunta con contratto di lavoro subordinato a tempo indertminato ovvero anche con altre tipologie contrattuali o di appalto, a condizione, in questa seconda ipotesi, che i relativi contratti siano stati preventivamente certificati ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.. Tale esperienza deve essere necessariamente in possesso dei lavoratori che svolgono le funzioni di preposto;[…]”

Tra le questioni da chiarire, a nostro modo di vedere, vi è la definizione del computo del 30% della forza lavoro. Il decreto, infatti non specifica se per forza lavoro si debba intendere la i componenti della squadra che accede agli spazi confinati sospetti di inquinamento oppure il totale della forza lavoro aziendale. Il Decreto, invece, specifica che i lavoratori che svolgono la figura del preposto (ex DPR 177/11) devono essere necessariamente in possesso di esperienza triennale relativa ai lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

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