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I SUPERFOOD

E’ dalle cose semplici che nascono le rivoluzioni. Il contesto salute guiderà nei prossimi anni i processi tecnologici innovativi alimentari a livello mondiale” cit. P. Brabeck – Letmathe, manager che ha avviato un colosso imprenditoriale mondiale, facendolo passare da semplice “produttore di cibo” a “wellbeing company” ossia società del benessere.

Secondo l’ultimo sondaggio condotto dalla Nielsen Company (USA), il 32 % dei Millennials (generazione del mondo Occidentale) è disposto a spendere un plus valore per prodotti alimentari che fanno bene alla salute e ben 45 % dei consumatori europei ha iniziato ad acquistare i “Superfood” ossia alimenti che hanno un contenuto di nutrienti superiore alla media dei cibi comuni; in particolare sono ricchi di vitamine, minerali, fibre, enzimi, sali minerali, antiossidanti o fitonutrienti.

I “Superfood” più acquistati sono alghe, curry, amaranto e zenzero in quanto possiedono proprietà benefiche per la salute dell’uomo. Il cibo del futuro sarà un’arma contro le patologie più diffuse e più gravi, dalla demenza senile alla depressione, dal diabete alle malattie cardio- vascolari fino all’obesità.

Il futuro non sarà nei “Superfood” poiché tale categoria alimentare sarà una tendenza passeggera per imprese di medio- bassi profitti nel breve termine; il vero “food future” sarà orientato nella produzione di farmaci, di cibo tradizionale e di cosmetici.

Sono tre tipologie di produzioni diverse ma tra di loro sinergiche; nel medio- lungo periodo devono raggiungere un obiettivo comune: proporre ai consumatori uno stile di vita personalizzato e salubre cioè una dieta che prevenga alle malattie annesse ad una scorretta alimentazione.

Piccola nota di margine: da un sondaggio condotto dal Public Relations Cone Communications, il 60% dei consumatori  e il 70% Millennials auspicano che i più significativi cambiamenti sociali e ambientali giungano dalle imprese e non dal governo.

Forse il manager P. Letmathe nel passato aveva previsto anche questo.

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